il Favolista
 
 

FIABE, da lui illustrato, fu pubblicato a Palermo da Santi Andò nel 1912 con  introduzione dello storico, giornalista e critico Giuseppe Pipitone Federico (Palermo 1859-1940) che esalta la modestia e il valore letterario del Pucci. Nel 1915, il libro insieme ad altri fu donato dall'autore alla Biblioteca Nazionale di Palermo. La prima delle fiabe: “La gemma che non si vende” è sata inserita nell’antologia “Il bel viaggio”. Ed ecco l’indice. Vanni Pucci, insieme ad autori illustri.

Nel 1922, assieme con Alessio Di Giovanni, Vito Mercadante, Saru Platania, Francesco Trassari, Alessio Valore, Nino Pappalardo, Vanni Pucci venne inserito da Luigi Natoli nell’antologia intitolata Musa Siciliana, Editore R. Caddeo, Milano, antologia che Salvatore Di Marco definì una vera e propria opera classica nella storia della poesia dialettale siciliana a cavallo tra fine Ottocento e i primi due decenni del Novecento. E nel 1923, unitamente a S. Platania, A. Di Giovanni, F. Trassari, A. Valore, N. Pappalardo, V. Mercadante, Giuseppe Foti, Francesco Guglielmino, Nino Martoglio ed altri, nella antologia curata da Amedeo Tosti, editore Carabba di Lanciano.

Giuseppe Pipitone Federico lo incluse, con Alessio Di Giovanni, G. Foti, V. Mercadante, F. Trassari, nella fulgida schiera dei poeti dialettali della Sicilia a lui contemporanea.

Letteratura dimenticata

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