Egidio Pucci
 
 

Il genio creativo e la vena satirica di Vanni Pucci furono ereditati dal figlio Egidio nato il 2 gennaio  1911 e morto il 12 aprile 1971, dopo una lunga malattia. Egidio manifestò la sua indole fin da giovanissimo, quando intratteneva parenti e amici nei salotti di casa con le sue “macchiette” umoristiche e satiriche. Aveva una grande capacità di cogliere dalla vita quotidiana elementi di esilarante comicità. Era comunque un Uomo di grande umanità e profondo senso etico della vita, generoso e altruista, ma con una lucida percezione delle debolezze umane. Furono questi gli ingredienti dei suoi scritti “tardivi”. Infatti Egidio, che affiancò con amore e dedizione il padre nella raccolta e nella revisione editoriale dei manoscritti, iniziò la sua produzione alla morte del padre avvenuta nel 1964. Purtroppo dopo pochi anni venne a mancare anche lui. Gli anni della sua attività creativa furono comunque molto intensi e ricchi di lavori, rimasti però per la maggior parte inediti.

Una delle sue commedie dialettali a sfondo satirico sulle debolezze umane titolata “Ora chistu è prugressu” è stata rappresentata per la prima volta nel 1970 dalla Compagnia Zappalà e riscosse un grande successo.

La figlia Ida

 
Egidio, ultimo dei quattro figli

“Ora chistu è prugressu”, commedia brillante in tre atti, ebbe il suo debutto al Teatro Mobile Franco Zappalà, allora all’interno del Giardino Inglese di Palermo. Era il 20 febbraio del 1970. Ancora oggi molte sono le Compagnie di teatro siciliano che la mettono in cartellone.

A sinistra Egidio Pucci che durante l’intervallo

si intrattiene

con gli spettatori.

Il debutto di “Ora chistu

è prugressu” nel 1970. Teatro stracolmo.

Un successo.

A Cudduredda, la bambina che durante terremoto del ’68 a Gibellina fu trovata viva sotto le macerie ma che poi morì, scrisse e dedicò questa poesia.

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